XXXI SINODO Diocesano

Il Sinodo dovrà partire dall’arte dell’ascolto ed essere un’esperienza di ascolto dello Spirito e nello Spirito di ciò che abita il cuore degli uomini e delle donne, della città, della terra e del tempo in cui la Provvidenza ci ha posti. E’ dal Sinodo che ridefiniremo il nostro ruolo di Chiesa qui a Napoli, che comprenderemo come aggiornare e ripensare le nostre strutture pastorali, come immaginare e costruire un progetto che a breve, medio e lungo termine renda protagonisti i territori, sveli sempre di più il significato di Diocesi e Parrocchia, inventi ambiti che siano pronti ad accogliere la differenza di donne e di uomini, che valorizzi carismi e ministeri, che abbia il coraggio della profezia, la velocità della speranza, l’abbraccio dell’amore. Una sfida che ci riguarda e che ci legherà ancor di più, che ci legherà all’intera Chiesa italiana, pronta ad aprire il suo cammino sinodale, come voluto fortemente da Papa Francesco, che noi accoglieremo come nostro e vivremo nel nostro, con la particolarità e la specificità che richiede l’incarnazione di ogni progetto pastorale nella specificità di ogni Chiesa locale. Insieme ai vescovi ausiliari, seguirò personalmente ogni fase del percorso sinodale”. (don Mimmo, Vescovo di Napoli).

Tre sono gli elementi chiave del Sinodo: Comunione, Partecipazione, Missione.

Comunione: camminare insieme pur nella diversità, ma uniti nel comune battesimo.

Partecipazione: nella liturgia un ruolo vitale per i fedeli laici. Includere coloro che a volte sono esclusi, comprese persone che sperimentano la povertà e l’emarginazione; coinvolgere i membri delle altre confessioni cristiane e di altre religioni.

Missione: i laici hanno una missione speciale nel testimoniare il Vangelo nella società umana, perché tutti i battezzati sono pietre vive nell’edificazione del corpo di Cristo.

Tema di Anders Norén