Basilica San Gennaro ad Antignano

Nel territorio della nostra parrocchia è situata la Basilica minore pontificia di San Gennaro ad Antignano. Il parroco dice: La più bella chiesa della collina.

La basilica minore pontificia di San Gennaro ad Antignano è una delle chiese monumentali di Napoli; in Via San Gennaro ad Antignano nº 82.

La basilica fu iniziata il 27 dicembre 1904 e terminata nel 1968; fu creata basilica minore dal papa Pio X il 17 marzo 1905, dichiarata “pontificia” nel 1912 ed eretta a parrocchia nel 1956 dall’arcivescovo di Napoli cardinale Marcello Mimmi, attualmente aggregata alla parrocchia di San Giovanni Battista dei Fiorentini

Sorge nei pressi del luogo in cui, nel 315, si verificò, secondo la tradizione popolare, per la prima volta, il prodigio della liquefazione del sangue di san Gennaro, dopo che, nel 1897, era stata eseguita la demolizione della cappelletta memoriale (da cui il luogo trae la denominazione popolare di “abbasci’ê ccappelle” (dal napoletano: “giù alle cappelle”, le quali erano, per l’appunto, due, dedicate, rispettivamente, a san Gennaro e a san Pietro), e dopo il fallimento del progetto, voluto da Ferdinando II di Borbone, di realizzazione d’una basilica modellata su quella di San Francesco di Paola.

L’edificio religioso originario fu fondato nel corso del Medioevo, in data tuttora ignota; tuttavia, nel XVII secoloCamillo Tutini e Carlo Celano riportano la presenza di “un altarino e sopra di esso la testa di marmo del Santo”, eretto in epoca assai risalente, e già meta di fastose processioni da parte dei numerosi fedeli.

Nel 1707 la duchessa di Diano Brigida Spinola, vedova del Marchese di Ramonte Marcello Calà, e suo figlio Filippo Ossorio olim Calà, Marchese di Villanova, proprietari del terreno ove sorgeva l’edicola, commissionarono l’erezione di “una volta a mo’ di cappella”. Sulla facciata di tale complesso fu posta la summenzionata testa del Santo, di fattura cinquecentesca, ad oggi incorporata in un monumento in piperno posto nei pressi di via Conte della Cerra, mentre all’interno si trovava una lapide commemorativa della fondazione.

Sul finire del secolo la detta cappella dedicata a San Gennaro divenne possesso della famiglia Vacchiano e prese, forse, a chiamarsi col nome dei proprietari (nello specifico cappella Vacchiano), i quali, in seguito, la vendettero al re Ferdinando II di Borbone nel 1857, che progettò di realizzarvi una basilica che tuttavia rimase incompiuta a causa della caduta della dinastia borbonica.

Nel 1897 (forse 1895) il complesso fu abbattuto, nonostante Vittorio Emanuele II l’avesse dichiarato monumento nazionale nel 1861.

Nel 1902 il monsignore Gennaro Sperindeo (1870 – Napoli, 1954) programmò la realizzazione d’una chiesa mediante raccolta di elemosine, vista l’indignazione degli abitanti della zona per l’abbattimento della vecchia Cappella e anche in occasione del sedicesimo centenario del martirio di san Gennaro.

Il 27 dicembre 1904 fu posta la prima pietra e il 10 settembre 1905 fu inaugurata, aprendo al culto solo la cripta. I lavori proseguirono con molto rilento per problemi finanziari.

Il 19 settembre 1932 fu aperta al culto tutta la basilica, ma doveva essere ancora rifinita, mancando finanche il rivestimento della facciata.

Nel 1968 la basilica fu definitivamente completata.

Non lontano dal fabbricato, all’inizio di via della Cerra, si erge un’edicola risalente al 1941, con un’effigie marmorea della testa di san Gennaro, prelevata dalla preesistente cappella Vacchiano, eretta, nel 1707, dai proprietari della vicina villa Pontaniana, sul medesimo sito e sempre intitolata al santo, per commemorare, secondo la leggenda, la prima miracolosa liquefazione del suo sangue, avvenuta, seconda una tradizione locale, al passaggio delle ossa del martire lungo quella strada sotto l’impero di Costantino.

 L’attuale amministratore è il vicario episcopale mons. Francesco Piccirillo.

La responsabilità pastorale è affidata al Parroco di San Giovanni dei Fiorentini.

Orario Messe:

feriali: ore 10,00

FESTIVE: ore 8,00 – 11.00

I parroci e i Rettori:

Dalla fondazione al 1954: Delegato pontificio mons. Gennaro Sperindeo

Dal 1954: Delegato pontificio mons. Gennaro Errico

Dal 1956 : Delegato pontificio e Parroco mons. Gennaro Errico

Dal 1993 al 2000: Parroco don Raffaele Sogno; Delegato pontificio mons. Gennaro Errico

Dal 2000 al 2007: Parroco don Raffaele Sogno; rettore don Costantino Regna

Dal 2007 al 2020: Parroco don Raffaele Sogno; rettore mons. Luigi Palumbo

Dal 2020 … Parroco don Raffaele Sogno; amministratore il vicario episcopale mons. Francesco Piccirillo.

Testimonianze su Don Luigi Palumbo      

Errico Esposito        “Mi sono reso conto di  non averlo perso, …è cambiato solo il modo di  stare con lui ….“

Fedele Iannone:        “Ho conosciuto Padre Luigi come guida spirituale in un momento molto travagliato del mio percorso di discernimento vocazionale per il conseguimento del sacerdozio.       Avevo iniziato a frequentare la Basilica di San Gennaro per il sacramento della confessione e immediatamente tra me e lui si stabilì un rapporto molto stretto e sincero. Ha saputo ascoltarmi, incoraggiarmi e guidarmi con pazienza, affetto e stima.       Mi sono sempre sentito, e tuttora mi sento, amato da lui che ha cercato di trasmettermi tante cose dal punto di vista spirituale, ma soprattutto la pratica della preghiera, a tu per tu con il Signore davanti al Tabernacolo .       È stato sempre pronto all’accoglienza, all’ascolto e all’aiuto del prossimo, in cui riconosceva Dio.       Spesso ho avuto il privilegio di pregare con lui il Santo Rosario, oltreché di assisterlo durante la celebrazione della Santa messa.       Qualche volta ho partecipato con lui a brevi ritiri spirituali con altri sacerdoti secolari.      

Tema di Anders Norén