Riflessioni

V Domenica di Pasqua – 15 Maggio 2022

LITURGIA DELLA PAROLA

Prima lettura

Dagli Atti degli Apostoli

In quei giorni, Paolo e Barnaba ritornarono a Listra, Iconio e Antiochia, confermando i discepoli ed esortandoli a restare saldi nella fede “ perché – dicevano – dobbiamo entrare nel regno di Dio attraverso molte tribolazioni.  

Designarono quindi per loro in ogni chiesa alcuni anziani e, dopo aver pregato e digiunato li affidarono al Signore, nel quale avevano creduto.

Attraversata poi la Pisidia, raggiunsero la Panfilia e, dopo aver proclamato la Parola a Perge, scesero ad Attàlia; di qui fecero vela per Antiochia là dove erano stati affidati alla grazia di Dio per l’opera che avevano compiuto.

Appena arrivati, riunirono la chiesa e riferirono tutto quello che Dio aveva fatto per mezzo loro e come avesse aperto ai pagani la porta della fede.

Parola di Dio

Salmo responsoriale

Rit.: Benedirò il tuo nome per sempre, Signore.

Misericordioso e pietoso è il Signore,

lento all’ira e grande nell’amore .

Buono è il Signore verso tutti,

la sua tenerezza si espande su tutte le creature. Rit.

Ti lodino, Signore, tutte le tue opere

e ti benedicano i tuoi fedeli.

Dicano la gloria del tuo regno

e parlino della tua potenza. Rit.

Per far conoscere agli uomini le tue imprese  

e la splendida gloria del tuo regno.

Il tuo regno è un regno eterno,

il tuo dominio si estende per tutte le generazioni. Rit.

Seconda lettura

Dal libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo

Io, Giovanni, vidi un nuovo cielo e una terra nuova: il cielo e la terra di prima

erano scomparsi e il mare non c’era più.

E vidi anche la città santa, la Gerusalemme nuova, scendere dal cielo, da Dio, pronta come una sposa adorna per il suo sposo.

Udii allora una voce potente, che veniva dal trono e diceva:

“Ecco la tenda di Dio con gli uomini!

Egli abiterà con loro ed essi saranno suoi popoli ed egli sarà il Dio con loro, il loro Dio.

E asciugherà ogni lacrima dai loro occhi. E non vi sarà più la morte

né lutto né lamento né affanno,  perché le cose di prima sono passate”.

E Colui che sedeva sul trono disse: “Ecco, io faccio nuove tutte le cose”.

Parola di Dio

Canto al Vangelo    

Alleluia, alleluia. Vi do un comandamento nuovo, dice il Signore: come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri. Alleluia.

Vangelo

 + Dal Vangelo secondo Giovanni

Quando Giuda fu uscito dal cenacolo, Gesù disse: “Ora il Figlio dell’uomo è stato glorificato, e Dio è stato glorificato in lui.

Se Dio è stato glorificato in lui, anche Dio lo glorificherà da parte sua e lo glorificherà subito.

Figlioli, ancora per poco sono con voi.

Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri.

Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri.

Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri”.

Parola del Signore

RIFLESSIONE

Vangelo.

I discorsi dell’Addio, nel contesto dell’ultima Cena, sono una lunga riflessione del Maestro.

Un clima di intima e profonda comunione si stabilisce tra i commensali della Cena d’addio.

Gesù consegna ai discepoli il suo testamento spirituale in prossimità della sua morte:

“Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri”.

La novità del comandamento sta nelle parole:“Come io ho amato voi”.

Questo amore è il segno di riconoscimento dei discepoli di Cristo. “Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri”.

 L’amore fraterno diventa testimonianza davanti al mondo.

Riflettiamo.

Il comandamento nuovo dell’amore. Nuovo significa “nella verità”.

Normalmente l’uomo è immerso nella realtà in un rapporto di falsità, a causa del peccato.

C’è una falsità nel modo di amare dell’uomo.

C’è una nativa fragilità per cui l’uomo non è capace di amare nella verità. 

L’uomo è incline ad amare secondo l’istinto o il proprio godimento.

Da qui le discordie e le lotte e il precipitare del mondo nella violenza. Una violenza lunga quanto tutto il tempo della storia.

William Shakespeare; Pericle, Principe di Tiro, 1607/1608

Shakespeare (+1616) è stato un drammaturgo e poeta inglese; genio universale, capace di parlare agli uomini di tutti i tempi. Le sue opere sono un’esplorazione dell’animo umano.

Le azioni dell’uomo sono l’effetto di impulsi oscuri e insondabili, quasi irrazionali.

Nel Pericle c’è un’amara riflessione. Pericle è un eroe ma è soprattutto un uomo in balìa del fato e delle invidie dei suoi simili.

E’ il primo dei drammi romanzeschi di Shakespeare.

dal Pericle atto II, Scena I:

Durante una traversata una violenta tempesta fa naufragare la nave di Pericle, e il giovane si ritrova sulla spiaggia libica. Quivi alcuni pescatori lo soccorrono. Sulla scena entrano tre pescatori.

Terzo pescatore: “Padrone, vorrei sapere come vivono i pesci nel mare”.

Primo pescatore: “Come gli uomini vivono in terra: i più grossi mangiano i piccoli.”

N. B.

Il mondo è lacerato da odio e vendette. Da sempre le mani dell’uomo sono insanguinate.

Anche i cristiani, quando hanno dimenticato Cristo, si sono macchiati di gravi colpe. 

Attenti.

Come è possibile vivere il comandamento nuovo?

Con il battesimo c’è l’avvenimento di un’umanità diversa.

L’incontro con Cristo, realizzato nel battesimo, genera l’uomo nuovo. Un uomo diverso dagli altri; che ha un modo diverso di amare; ama nella verità.

L’uomo normalmente ama solo ciò che è nel suo interesse o nel suo gusto; ama secondo l’istinto o il piacere o il proprio godimento.

Il cristiano ama l’altro cercando il bene dell’altro.

Dipinti:

Banksy, protagonista assoluto della street art, vive nell’anonimato. Le sue opere sono  denunce contro i poteri forti, le ingiustizie, il consumismo, le atrocità della guerra.

 “Family Target”, Bomboletta-su-Cartone; non ha bisogno di spiegazioni: su di un cartone pitturato con lo spray, le sagome di una famiglia si trovano all’interno di un mirino, di chissà quale arma, pronta a sparare.

I rapporti tra gli uomini sono normalmente segnati dall’odio e dalla violenza.

– Duccio di Buoninsegna, – part. Ultima Cena, retro della “Maestà”, (1308-11), Museo dell’Opera del Duomo, Siena.

Nell’ultima Cena Giovanni poggia il suo capo sul petto di  Gesù.

Il cristianesimo è questo; è un uomo che si appoggia su un altro uomo che dice: “amatevi anche voi gli uni gli altri”.Un uomo non sostenuto da Lui cade facilmente nella menzogna e cede alla violenza.

SEZIONE FANCIULLI

Cristo è risorto veramente