Riflessioni

XXVIII Domenica Tempo Ordinario – 10 Ottobre 2021

LITURGIA DELLA PAROLA

Prima Lettura

Dal libro della Sapienza
Pregai e mi fu elargita la prudenza, implorai e venne in me lo spirito di sapienza.
La preferii a scettri e a troni, stimai un nulla la ricchezza al suo confronto,
non la paragonai neppure a una gemma inestimabile, perché tutto l’oro al suo confronto è come un po’ di sabbia e come fango sarà valutato di fronte a lei l’argento.
L’ho amata più della salute e della bellezza, ho preferito avere lei piuttosto che la luce,
perché lo splendore che viene da lei non tramonta.
Insieme a lei mi sono venuti tutti i beni; nelle sue mani è una ricchezza incalcolabile.

Parola di Dio.

Salmo Responsoriale

R. Saziaci, Signore, con il tuo amore: gioiremo per sempre.

Insegnaci a contare i nostri giorni
e acquisteremo un cuore saggio.
Ritorna, Signore: fino a quando?
Abbi pietà dei tuoi servi! R.
 
Saziaci al mattino con il tuo amore:
esulteremo e gioiremo per tutti i nostri giorni.
Rendici la gioia per i giorni in cui ci hai afflitti,
per gli anni in cui abbiamo visto il male. R.
 
Si manifesti ai tuoi servi la tua opera
e il tuo splendore ai loro figli.
Sia su di noi la dolcezza del Signore, nostro Dio:
rendi salda per noi l’opera delle nostre mani,
l’opera delle nostre mani rendi salda. R.

Seconda Lettura

Dalla lettera agli Ebrei 
La parola di Dio è viva, efficace e più tagliente di ogni spada a doppio taglio; essa penetra fino al punto di divisione dell’anima e dello spirito, fino alle giunture e alle midolla, e discerne i sentimenti e i pensieri del cuore.
Non vi è creatura che possa nascondersi davanti a Dio, ma tutto è nudo e scoperto agli occhi di colui al quale noi dobbiamo rendere conto.
Parola di Dio.

Acclamazione al Vangelo

Alleluia, alleluia. Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli. Alleluia.

Vangelo


Forma breve (Mc 10,17-27):
 Dal Vangelo secondo Marco 
In quel tempo, mentre Gesù andava per la strada, un tale gli corse incontro e, gettandosi in ginocchio davanti a lui, gli domandò: «Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?». Gesù gli disse: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo. Tu conosci i comandamenti: “Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non testimoniare il falso, non frodare, onora tuo padre e tua madre”».
Egli allora gli disse: «Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza». Allora Gesù fissò lo sguardo su di lui, lo amò e gli disse: «Una cosa sola ti manca: va’, vendi quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo; e vieni! Seguimi!». Ma a queste parole egli si fece scuro in volto e se ne andò rattristato; possedeva infatti molti beni.
Gesù, volgendo lo sguardo attorno, disse ai suoi discepoli: «Quanto è difficile, per quelli che possiedono ricchezze, entrare nel regno di Dio!». I discepoli erano sconcertati dalle sue parole; ma Gesù riprese e disse loro: «Figli, quanto è difficile entrare nel regno di Dio! È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio». Essi, ancora più stupiti, dicevano tra loro: «E chi può essere salvato?». Ma Gesù, guardandoli in faccia, disse: «Impossibile agli uomini, ma non a Dio! Perché tutto è possibile a Dio».

Parola del Signore.

RIFLESSIONE

Vangelo

Un tale gli corse incontroegli domandò: “Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?».

Gesù gli disse:« va’, vendi quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo; e vieni! Seguimi!»

A quel ricco è chiesta la rinuncia ai beni terreni e il seguire Gesù. Ma a queste parole egli si fece scuro in volto e se ne andò rattristato.

Il tale preferisce i beni a Gesù. Con l’immagine del cammello e della cruna di un ago,  Gesù sottolinea la difficoltà per quelli che possiedono ricchezze di entrare nel regno di Dio! “È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago …”.

Allora i discepoli dicevano tra loro: «E chi può essere salvato?»

Gesù disse:«Impossibile agli uomini, ma non a Dio! Perché tutto è possibile a Dio». Dio è capace di salvare l’uomo anche se questi è attaccato alle sue ricchezze.

Riflettiamo.

Quel tale si rifiuta di seguire Gesù perché considera i suoi beni un valore assoluto.     

La ricchezza può diventare un ostacolo per seguire Gesù.

La povertà è la via privilegiata per entrare nel regno di Dio.

E’ quello che ci testimonia san Francesco con la sua vita.

Dante Alighieri,  Paradiso. Canto XI

Dante pone sulla bocca di Tommaso d’Aquino, frate domenicano, l’elogio di San Francesco che giovanissimo rifiutò i beni paterni e scelse la più rigorosa povertà.

Scelse l’unione nuziale con  Madonna povertà. Vicino alla morte, raccomandò ai suoi frati l’amore per la povertà.

a’ frati suoi, sì com’a giuste rede, 
raccomandò la donna sua più cara, 
e comandò che l’amassero a fede;  vv 112-114

(ai suoi frati, così come a giusti eredi, 

raccomandò la sua donna tanto amata e cara,

e disse loro che l’amassero con fedeltà;)

Ma chi era questa amante? Poco prima Dante aveva chiarito:

Ma perch’io non proceda troppo chiuso, 
Francesco e Povertà per questi amanti 
prendi oramai nel mio parlar diffuso.
 
vv 73-75

(Ma affinché io non parli in modo troppo oscuro, intendi in tutto il mio discorso che questi amanti furono Francesco e la Povertà.)

Per Francesco la povertà è la strada per seguire Cristo.

N.B.

Ma cosa è la povertà?

Non è quella dei vestiti stracciati e delle scarpe rotte.

La povertà è porre la propria speranza in nulla tranne che in Cristo.

Non porre la speranza della felicità in un oggetto fissato da noi (… le ricchezze).

Attenzione al gioco, ritenuto lo strumento per ottenere ricchezza! Giocano in tanti. E tanto. A Napoli più che altrove. Impossibile fare anche solo cento passi senza incontrare un centro scommesse, un bar, un tabacchi senza uno spazio dove poter giocare.

Si gioca dove c’è più povertà. Laddove c’è crisi. Ci si affida alla sorte perché non ci si fida di un titolo di studio per trovare il lavoro, non si riesce a comprare una casa con i risparmi, non c’è modo di raggiungere i propri desideri.

Non si riesce a cambiare la vita con le proprie forze, allora ci si affida  al gesto che può rovesciare tutto in un momento: il gioco.

Attenti.

San Francesco identificò in Cristo il volto da cui possiamo sperare la felicità. Il poverello rinunciò a tutto per testimoniare a tutti che Gesú è tutto.

* Dipinto:

Caravaggio, San Francesco in estasi, 15941595. Wadsworth Museu, USA

Francesco in estasi confortato da un angelo.

Subito dopo la ricezione delle Stimmate (si  vede il segno sul costato indicato dalla mano destra). Francesco, in estasi, è sorretto da un angelo che lo conforta. Il santo ha gli occhi socchiusi ed è inondato di luce. E’ vestito con i colori della terra, con un abito marrone. Il dipinto comunica la sua fede e la sua semplicità.

Per Francesco la povertà è porre la propria speranza in quella Presenza da cui aspettiamo tutto. 

SEZIONE FANCIULLI

Dolce Sentire

I commenti sono chiusi

Tema di Anders Norén