Riflessioni

XXIV Domenica Tempo Ordinario – 12 Settembre 2021

LITURGIA DELLA PAROLA

Prima Lettura

Dal libro del profeta Isaìa 
Il Signore Dio mi ha aperto l’orecchio e io non ho opposto resistenza,
non mi sono tirato indietro.
Ho presentato il mio dorso ai flagellatori, le mie guance a coloro che mi strappavano la barba;
non ho sottratto la faccia agli insulti e agli sputi.
Il Signore Dio mi assiste, per questo non resto svergognato, per questo rendo la mia faccia dura come pietra, sapendo di non restare confuso.
È vicino chi mi rende giustizia: chi oserà venire a contesa con me? Affrontiamoci.
Chi mi accusa? Si avvicini a me. Ecco, il Signore Dio mi assiste:
chi mi dichiarerà colpevole?

Parola di Dio.

Salmo Responsoriale

R. Camminerò alla presenza del Signore nella terra dei viventi.

Amo il Signore, perché ascolta
il grido della mia preghiera.
Verso di me ha teso l’orecchio
nel giorno in cui lo invocavo. R.
 
Mi stringevano funi di morte,
ero preso nei lacci degli inferi,
ero preso da tristezza e angoscia.
Allora ho invocato il nome del Signore:
«Ti prego, liberami, Signore». R.
 
Pietoso e giusto è il Signore,
il nostro Dio è misericordioso.
Il Signore protegge i piccoli:
ero misero ed egli mi ha salvato. R.
 
Sì, hai liberato la mia vita dalla morte,
i miei occhi dalle lacrime,
i miei piedi dalla caduta.
Io camminerò alla presenza del Signore
nella terra dei viventi. R.

Seconda Lettura

Dalla lettera di san Giacomo apostolo 
A che serve, fratelli miei, se uno dice di avere fede, ma non ha le opere? Quella fede può forse salvarlo?
Se un fratello o una sorella sono senza vestiti e sprovvisti del cibo quotidiano e uno di voi dice loro: «Andatevene in pace, riscaldatevi e saziatevi», ma non date loro il necessario per il corpo, a che cosa serve? Così anche la fede: se non è seguita dalle opere, in se stessa è morta.
Al contrario uno potrebbe dire: «Tu hai la fede e io ho le opere; mostrami la tua fede senza le opere, e io con le mie opere ti mostrerò la mia fede».
Parola di Dio.
 

Acclamazione al Vangelo

Alleluia, alleluia. Quanto a me non ci sia altro vanto che nella croce del Signore,  per mezzo della quale il mondo per me è stato crocifisso, come io per il mondo. Alleluia.

Vangelo

Dal Vangelo secondo Marco 
In quel tempo, Gesù partì con i suoi discepoli verso i villaggi intorno a Cesarèa di Filippo, e per la strada interrogava i suoi discepoli dicendo: «La gente, chi dice che io sia?». Ed essi gli risposero: «Giovanni il Battista; altri dicono Elìa e altri uno dei profeti».
Ed egli domandava loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Pietro gli rispose: «Tu sei il Cristo». E ordinò loro severamente di non parlare di lui ad alcuno.
E cominciò a insegnare loro che il Figlio dell’uomo doveva soffrire molto, ed essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e, dopo tre giorni, risorgere.
Faceva questo discorso apertamente. Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo. Ma egli, voltatosi e guardando i suoi discepoli, rimproverò Pietro e disse: «Va’ dietro a me, Satana! Perché tu non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini».
Convocata la folla insieme ai suoi discepoli, disse loro: «Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia e del Vangelo, la salverà».

Parola del Signore.

RIFLESSIONE

Vangelo.                                                                                                                                                                                                                                            

Nella regione di Cesarea di Filippo, Gesù pone una prima domanda ai discepoli: «La gente, chi dice che io sia?». I discepoli riferiscono le opinioni altrui che esprimono una grande stima; Gesù è collocato nella linea dei grandi profeti. Subito Gesù pone ai discepoli una seconda domanda:«Ma voi, chi dite che io sia?»

Risponde Pietro a nome di tutto il gruppo: «Tu sei il Cristo».

A  questo punto Gesù anticipa ai discepoli il suo destino di sofferenza. “E cominciò a insegnare loro che il Figlio dell’uomo doveva soffrire molto, ed essere rifiutato … venire ucciso …”; poi indica a tutti, discepoli e folla, le condizioni della sequela:

“Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua”.

Riflettiamo

Cristo è il messia sofferente. Ci chiama a seguirlo sulla via della sofferenza. Il suo volto vero si rivela nella sofferenza, nel nascondimento, non sul palcoscenico e tra gli applausi del mondo.

Naturalmente noi cerchiamo la gioia, il piacere, il successo.

Riconoscere il volto di Dio nei patimenti e seguirlo, è difficile.

Madre Teresa di Calcutta, (+ Calcutta5 settembre 1997😉

Una delle persone più famose al mondo per il suo lavoro instancabile tra le vittime della povertà di Calcutta; ebbe numerosi riconoscimenti, tra cui il Premio Nobel per la Pace nel 1979. È stata proclamata beata da papa Giovanni Paolo II il 19 ottobre 2003 e santa da papa Francesco il 4 settembre 2016.

Da un’intervista

“Un giorno, mentre ero nei quartieri  poveri di Calcutta  e  stavo per ritornare nella mia stanza, ho visto una donna che giaceva sul marciapiede. Era debole, sottile e magrissima, si vedeva che era molto malata e l’odore del suo corpo era cosi’ forte che stavo per vomitare, anche se le stavo solo passando vicino.

Sono andata avanti e ho visto dei grossi topi che mordevano il suo corpo senza speranza, e mi sono detta: questa è la cosa peggiore che hai visto in tutta la tua vita.

Tutto quello che volevo in quel momento, era di andarmene via il piu’ presto possibile e dimenticare quello che avevo visto e non ricordarlo mai piu’.

E ho cominciato a correre, come se correre potesse aiutare quel desiderio di fuggire che mi riempiva con tanta forza. Ma prima che avessi raggiunto l’angolo successivo della strada, una luce interiore mi ha fermata. E sono rimasta li’, sul marciapiede del quartiere povero di Calcutta, che ora conosco cosi’ bene, e ho visto che quella non era l’unica donna che vi giaceva, e che veniva mangiata dai topi. Ho visto anche che era Cristo stesso a soffrire su quel marciapiede”.

Per seguire Cristo devi capire ciò che dice; capire i passi che fa; e poi imitarlo.

 Attenti.                                                                                                                                                                                   

I discepoli attendevano un Messia potente, dominatore della storia e invece … Il Dio cristiano si rivela non solo negli splendori di questo mondo ma ancora di più nei volti dei più poveri della terra.

I cristiani sono chiamati a riconoscere il volto di Cristo là dove gli uomini soffrono e piangono.

Nelle terre dilaniate dalla povertà, dai conflitti e dalle violenze di ogni genere.

Dipinto.

Francesco Hayez, Crocifisso con la Maddalena, 1827, Museo Diocesano, Milano, Italia.

Pittore italiano epoca romantica.

Un momento di forte carica emotiva; Cristo e la Maddalena sono soli, immersi in un silenzio in cui il  dolore è sublimato nella bellezza della forma.

Il Messia è quest’uomo sofferente.

I cristiani non devono cercare il successo e il potere in questo mondo;

noi siamo chiamati ad essere partecipi del dolore degli uomini, là dove Cristo è presente.

SEZIONE FANCIULLI

Laudato Sii Signore mio

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