Riflessioni

XI Domenica Tempo Ordinario – 13 Giugno 2021

LITURGIA DELLA PAROLA

Prima Lettura

Dal libro del profeta Ezechièle
Così dice il Signore Dio:

«Un ramoscello io prenderò dalla cima del cedro, dalle punte dei suoi rami lo coglierò
e lo pianterò sopra un monte alto, imponente; lo pianterò sul monte alto d’Israele.
Metterà rami e farà frutti e diventerà un cedro magnifico.
Sotto di lui tutti gli uccelli dimoreranno, ogni volatile all’ombra dei suoi rami riposerà.
Sapranno tutti gli alberi della foresta che io sono il Signore, che umilio l’albero alto e innalzo l’albero basso, faccio seccare l’albero verde e germogliare l’albero secco.
Io, il Signore, ho parlato e lo farò».

Parola di Dio

Salmo Responsoriale
R. È bello rendere grazie al Signore.

È bello rendere grazie al Signore
e cantare al tuo nome, o Altissimo,
annunciare al mattino il tuo amore,
la tua fedeltà lungo la notte. R.

Il giusto fiorirà come palma,
crescerà come cedro del Libano;
piantati nella casa del Signore,
fioriranno negli atri del nostro Dio. R.

Nella vecchiaia daranno ancora frutti,
saranno verdi e rigogliosi,
per annunciare quanto è retto il Signore,
mia roccia: in lui non c’è malvagità. R.

Seconda Lettura

Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi
Fratelli, sempre pieni di fiducia e sapendo che siamo in esilio lontano dal Signore finché abitiamo nel corpo – camminiamo infatti nella fede e non nella visione –, siamo pieni di fiducia e preferiamo andare in esilio dal corpo e abitare presso il Signore.
Perciò, sia abitando nel corpo sia andando in esilio, ci sforziamo di essere a lui graditi.
Tutti infatti dobbiamo comparire davanti al tribunale di Cristo, per ricevere ciascuno la ricompensa delle opere compiute quando era nel corpo, sia in bene che in male.
Parola di Dio

Acclamazione al Vangelo

Alleluia, alleluia. Il seme è la parola di Dio, il seminatore è Cristo: chiunque trova lui, ha la vita eterna. Alleluia.

Vangelo

Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, Gesù diceva [alla folla]: «Così è il regno di Dio: come un uomo che getta il seme sul terreno; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa. Il terreno produce spontaneamente prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga; e quando il frutto è maturo, subito egli manda la falce, perché è arrivata la mietitura».
Diceva: «A che cosa possiamo paragonare il regno di Dio o con quale parabola possiamo descriverlo? È come un granello di senape che, quando viene seminato sul terreno, è il più piccolo di tutti i semi che sono sul terreno; ma, quando viene seminato, cresce e diventa più grande di tutte le piante dell’orto e fa rami così grandi che gli uccelli del cielo possono fare il nido alla sua ombra».
Con molte parabole dello stesso genere annunciava loro la Parola, come potevano intendere. Senza parabole non parlava loro ma, in privato, ai suoi discepoli spiegava ogni cosa.

Parola del Signore

RIFLESSIONE

Vangelo.

Gesù descrive il regno di Dio con due immagini: è come un uomo che getta il seme sul terreno.

A quel tempo la tecnica moderna di incrementare la crescita attraverso mezzi chimici e meccanici era del tutto sconosciuta; tutto era lasciato alla fertilità del terreno. Il seme cresce e si sviluppa senza che l’uomo intervenga: dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce”.
La seconda parabola descrive lo sviluppo sorprendente del regno di Dio; il regno di Dio è come un granello di sènape; essoè il più piccolo di tutti i semi e tuttavia diventa una pianta che “fa rami così grandi che gli uccelli del cielo possono fare il nido alla sua ombra”. 

Riflettiamo.

Non è l’azione dell’uomo che fa crescere il Regno, ma la potenza di Dio.

Il Signore fa crescere il Regno e lo dilata nello spazio e nella storia. Lo sviluppo è sorprendente.

San Paolo, Prima lettera ai Corinzi.                                                                                                                                                                                   Paolo aveva fondato a Corinto la comunità cristiana di cui era fiero. Corinto era un centro commerciale di prim’ordine. Città dai due golfi, situata sull’istmo di Corinto, facilitava notevolmente gli scambi tra Europa ed Asia. E per questo era particolarmente corrotta, tanto che l’espressione “fanciulla corinzia”, intendeva in sostanza una meretrice.

A Corinto Paolo annunciò il Vangelo rimanendo circa un anno e mezzo.                                                                                                                                                                              L’occasione dell’epistola è offerta a Paolo mentre si trovava lontano da Corinto. Venne a sapere dei problemi della comunità; quello che maggiormente preoccupava Paolo fu la tendenza a formare delle divisioni religiose. Una chiesa divisa. I partiti in questione sono tre: il più forte è quello che seguiva Paolo; il secondo Apollo (era un uomo colto, versato nelle Scritture e grande oratore); il terzo, di origine ebraica, si rifaceva a Pietro. Queste notizie fecero rattristare Paolo che li ammonì nella 1^ Lettera ai Corinti; Paolo spiega che essi erano collaboratori di Dio; non si attribuisce nessun merito e osserva:

“Io ho piantato, Apollo ha irrigato, ma era Dio che faceva crescere”.

Sicché, né chi pianta né chi irriga vale qualcosa, ma solo Dio, che fa crescere. (3,6-7) 

Siamo semplici collaboratori; solo Dio fa crescere.

Attenti.                                                                                                                                                            La Chiesa è la comunità dei discepoli di Cristo; essa non poggia sulle forze umane; sull’organizzazione, sulle opere, sulle istituzioni e sui programmi o sullo IOR …
La Chiesa deve essere libera dalle potenze della terra: amicizie interessate, danaro, politica, potere … La forza di Dio la sostiene.

Dobbiamo operare con tutte le nostre forze consapevoli che il mondo nuovo è opera Sua.

Dipinti:

Da una bibbia del  XIX secolo. 

Paolo, in catene, scrive lettere con l’aiuto di un discepolo.

Il volto dell’apostolo è pensieroso. Mentre si trovava lontano da Corinto venne a sapere delle divisioni all’interno della chiesa.

Nella prima lettera ai Corinti, preoccupato della situazione che si è venuta a creare, scrive:

Io ho piantato, Apollo ha irrigato, ma era Dio che faceva crescere”.

SEZIONE FANCIULLI

Alleluja, Canto per Cristo

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