Riflessioni

XXX Domenica Tempo Ordinario – 25 Ottobre 2020

Dal vangelo secondo Matteo
In quel tempo, i farisei, avendo udito che Gesù aveva chiuso la bocca ai sadducèi, si riunirono insieme e uno di loro, un dottore della Legge, lo interrogò per metterlo alla prova: «Maestro, nella Legge, qual è il grande comandamento?».
Gli rispose: «“Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente”. Questo è il grande e primo comandamento. Il secondo poi è simile a quello: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”.

Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti».

RIFLESSIONE

Tutta la rivelazione biblica ruota attorno a questi due cardini: Amare Dio e il prossimo. Vi è un’ unità inscindibile fra i due comandamenti.

Non siamo più divisi tra amore a Dio (culto, preghiera, …) e l’agire nella vita sociale.

L’amore al prossimo è il segno visibile dell’amore verso Dio.

Un’esemplare testimonianza: dom Hélder Camara.

Nato in Brasile nel 1909, Ausiliare del Cardinale di Rio de Janeiro, lo chiamarono “Vescovo delle favelas”, i quartieri poveri che cingono la megalopoli brasiliana in una miscela di miseria e di fame.

Nel 1964 fu eletto Arcivescovo di Recife, la capitale del Nord-Est brasiliano, la regione più povera di tutto il paese dove lui stesso era nato.

Vi trovò centinaia di migliaia di agricoltori e operai in condizioni miserabili; ebbe lo stimolo immediato per un’azione illuminata e profonda.

Dom Hélder in ogni fratello e sorella che incontrava vedeva la presenza di Dio; principalmente nei più poveri ed emarginati.                                                                                                                                                      

Si adoperò a favore dei poveri non solo per un aiuto immediato ma chiedeva di rimuovere le cause della povertà. «Quando io do da mangiare a un povero, tutti mi chiamano santo. Ma quando chiedo perché i poveri non hanno cibo, allora tutti mi chiamano comunista.» (Dom Hélder Câmara).

Contro di lui aumentavano avversioni, contrasti e minacce di morte. La sua casa ha i muri sbrecciati per le raffiche di mitra per farlo tacere. Per il suo impegno a favore dei poveri, fu candidato al Premio Nobel per la Pace per tre volte, dal 1970, il premio gli fu negato per le manovre occulte della giunta militare al potere in Brasile.

Il 7 luglio 1980 Papa Giovanni Paolo II, durante la visita a Recife, lo abbracciò davanti a due milioni di persone chiamandolo: “Fratello dei poveri, fratello mio”.

Il Profeta del Terzo Mondo, il Francesco d’Assisi del secolo XX  è’vissuto sempre nell’appartamento popolare in cui si era trasferito all’inizio del suo ministero episcopale, a Recife, fino alla morte, avvenuta il 27 agosto 1999.

Non dimentichiamolo perché i poveri sono sempre di più e i profeti sono sempre di meno.

Attenti

In questi giorni di pandemia  si profila il rischio di una crisi che può diventare un moltiplicatore delle diseguaglianze.

L’amore al prossimo non è un semplice sentimento.

I cristiani come annunciano il Vangelo così  dividono il pane con i dannati della terra.

Dipinto: Maestri campionesi, Lavanda dei piedi – pontile del duomo di Modena. 1184

Eccellente lo scultore. I maestri campionesi (originari di Campione d’Italia sul lago di Lugano, oggi Svizzera) sono stati costruttori e scultori attivi al nord Italia dal XII al XIV secolo.                              

Sculture in rilievo del parapetto del pontile del Duomo di Modena, rappresentanti scene della Passione di Cristo.

Con quel gesto Gesù ci consegnò il comandamento dell’amore. Amare l’uomo vuol dire servire tutto l’uomo; il suo corpo e la sua anima.

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